Neuromodulazione sacrale

Le è stata raccomandata una operazione per correggere il problema di funzione intestinale. La chirurgia è richiesta per certi tipi di incontinenza fecale o di stipsi quando altre forme di trattamento non sono state in grado di controllare i sintomi.

Qui spieghiamo alcuni degli scopi, benefici, rischi e alternative a questa procedura (operazione/trattamento). Vogliamo che Lei sia informata per aiutarLa ad essere completamente coinvolto nel prendere ogni decisione.

A proposito della neuromodulazione sacrale

La neuromodulazione sacrale, o stimolazione dei nervi sacrali, per i problemi del controllo della funzione intestinale si basa sull’invio di lievi impulsi elettrici ai nervi del tratto lombare inferiore, localizzati proprio sopra il coccige e detti nervi sacrali. I nervi sacrali contribuiscono a controllare la vescica, l’intestino, il retto e i muscoli del pavimento pelvico.
Il dispositivo che eroga la terapia è detto neurostimolatore impiantabile. Le sue dimensioni sono pari a circa il doppio di una moneta da 2 Euro.
La neuromodulazione sacrale è una terapia usata quando le opzioni conservative, come i cambiamenti dello stile di vita, l’esercizio fisico o i farmaci, non funzionano o sono mal sopportate.
La neuromodulazione sacrale può alleviare in modo significativo i sintomi dell’incontinenza fecale e/o della stitichez-za cronica o i disturbi della minzione.
Può ridurre in modo significativo la frequenza degli episodi di incontinenza nei soggetti affetti da incontinenza fecale. Può migliorare la loro capacità di defecare, o di ritardare la defecazione.
Per chi è affetto da stitichezza cronica, la neuromodulazione sacrale può aumentare la frequenza delle evacuazioni (la frequenza con cui si va in bagno), la facilità di svuotamento e ridurre il dolore e il gonfiore addominale correlati.


Prima dell’intervento

Questa procedura è spesso eseguita con un’anestesia regionale (epidurale)

Sarà invitata ad eseguire una visita di pre-ammissione (pre-ricovero), dove sarà vista dall’Internista e dall’Anestesista che collaborano con l’Unità di Chirurgia Colorettale.

Durante il pre-ricovero raccogliamo informazioni sulla Sua storia medica e saranno eseguiti tutti i necessari approfondimenti clinici e di indagini. Questa è un’occasione per fare domande sul Suo ricovero.

Le sarà chiesto se assume dei farmaci o delle medicazioni – sia prescritte dal Suo Medico che comprate direttamente in Farmacia. Potrà esserci di aiuto portare con se i farmaci che usa.

Questa procedura prevede l’uso dell’anestesia periferica e/o generale. L’Anestesista potrà fornire tutti i dettagli al riguardo.

Molte delle persone che hanno questo tipo di procedura necessitano di un ricovero di 1-2 giorno dopo l’operazione. Qualche volta possiamo prevedere se Lei necessiterà di un ricovero più lungo del solito – di questo potremo discutere prima di avere la procedura. Pazienti con problemi medici o speciali necessità possono necessitare di un ricovero più lungo.
Se viene ricoverato il giorno precedente la procedura potrà necessitare l’assunzione di un lassativo per pu-lire il Suo intestino. In alternativa Le potrà essere fatto un clistere per pulire il tratto inferiore dell’intestino prima della chirurgia.


Prevenzione delle Infezioni nell’area operata

Per prevenire le infezioni i peli nell’area soggetta all’intervento potranno essere rimossi.
La rimozione dei peli entro poche ore dall’intervento riduce il rischio di infezioni. Questo significa che i peli sono usualmente rimossi poco prima dell’intervento, eventualmente sul tavolo operatorio. La pelle è poi pulita con ap-propriate soluzioni. Questo può lasciare una colorazione della pelle che verrà via col lavaggio.
Non dovrà preparare l’area sede dell’intervento da solo, questo sarà fatto in sala operatoria. La preparazione a casa, o troppo prima dell’intervento, aumenta il rischio di infezioni a dispetto di quanta attenzione venga posta.
Potrà essere necessario durante l’intervento di procedere alla depilazione di altre aree del suo corpo per posi-zionare strumenti, per esempio piastra per il coagulatore (usato per chiudere i vasi sanguigni).

Reference:  Department of Health. High Impact Intervention No 3: Preventing surgical site infection. Saving Lives: reducing infection, delivering clean and safe care: DH June 2005.


Durante l’operazione

L'impianto del sistema di stimolazione del nervo sacrale si svolge in due fasi successive, entrambe fatte in anestesia locale e con una durata complessiva di 30-40 minuti
· posizionamento dell'elettrocatetere
· impianto dello stimolatore a livello sottocutaneo, di solito nel gluteo o talvolta nel basso addome, e collegamento all'elettrocatetere tramite l'estensione

Qualche volta il posizionamento dell'elettrocatetere, dell'estensione e dello stimolatore viene effettuato con una singola procedura chirurgica in anestesia locale. Nel corso di tale procedura, l'elettrocatetere viene collocato accanto al nervo sacrale appropriato che controlla la funzione minzionale, e viene colle-gato all'estensione, posta a livello sottocutaneo, che arriva fino nella parte superiore del gluteo. Qui vie-ne creata un'incisione a "tasca" appena sotto la cute per contenere lo stimolatore, che nel frattempo è stato collegato all'estensione. Il sistema così composto viene collaudato per garantire l'idoneità del col-legamento elettrico dallo stimolatore fino all'elettrocatetere, attraverso l'estensione.

Nella maggior parte dei pazienti viene preferito effettuare il periodo di stimolazione di prova con un nuo-vo elettrocatetere che permette di estendere il test ad oltre un mese: questo lungo periodo permette di regolare i parametri in modo ottimale e di ottenere così il miglior risultato per il paziente. Nel caso il pa-ziente risponda positivamente al periodo di prova (ovvero trova finalmente soluzione ai suoi disturbi), verrà mantenuto questo elettrodo e solamente posizionato lo stimolatore, riducendo così i tempi chirur-gici.

La posizione dello stimolatore nella parte alta del gluteo rappresenta la più accettabile dal punto di vista estetico, la più comoda ed inoltre è facile da raggiungere. Solitamente non viene avvertito dal paziente, che spesso si scorda di averlo, e tutto il sistema risulta così assolutamente invisibile dall'esterno.

Dopo l'impianto il medico programma ed accende lo stimolatore. Nel caso non si raggiungano i risultati ottimali subito dopo l'intervento, il medico potrebbe ritenere necessario regolare alcuni parametri di sti-molazione per garantire il risultato migliore. Questa semplice programmazione non richiede alcun inter-vento chirurgico, ma viene effettuata in ambulatorio con l'ausilio di un computer.

Con tale tecnica circa l’80% dei pazienti con incontinenza fecale ed il 45% dei pazientei affetti da stipsi registra una risoluzione o un significativo miglioramento dei problemi funzionali. Si tratta di un trattamen-to particolarmente delicato, per cui fondamentale è la selezione dei pazienti, non indenne da possibili complicanze per lo più di modesta entità (per esempio l’infezione delle ferite), che si verificano nel 5-10% dei casi.

Esistono infine casi in cui, per le caratteristiche dei pazienti (anziani o con altre gravi patologie), non è indicato il trattamento menzionato sopra. La ricerca clinica propone oggi l’impiego di materiali artificiali, ma biocompatibili, che, semplicemente mediante una loro iniezione a livello dell’ano, in anestesia locale, potrebbe determinare un decisivo miglioramento della continenza oppure di continuare ad usare lassati-vi e procinetici.


Dopo l’intervento
 

  • Verrà accompagnato nella “recovery room”. Potrà avere una maschera per l’ossigeno sul volto per aiutarla a respirare. Se avrà subito un’anestesia generale o una sedazione si potrà svegliare sentendosi addormen-tato.
  • Dopo l’intervento potrà avere un catetere venoso (piccolo tubo di plastica in una vena attaccato ad una sac-ca di liquidi), che nutrirà il suo corpo sino a che non sarà in grado di assumere cibo e liquidi da solo.
  • Quando è nella “recovery room”, un’infermiera controllerà il suo polso e la pressione arteriosa regolarmen-te. Quando sarà in grado di essere spostato sarà trasferito in camera.
  • Qualche volta, le persone hanno dolore dopo l’intervento, specialmente dopo un’anestesia generale, e possono vomitare. Se avrà dolore lo dica all’infermiera che provvederà ad offrirle i farmaci necessari a star meglio
  • Possiamo aspettarci una ripresa della funzione intestinale dopo 1- 3 giorni dall’intervento.
  • Mangiare e bere: Dopo l’intervento potrà bere e mangiare normalmente, raccomandiamo una dieta ricca di fibre e liquidi, almeno da 6 a 10 bicchieri di acqua al giorno.
  • Funzione intestinale: Si senta libera di usare lassativi per aiutare l’intestino se preferisce.
  • Mobilizzazione: Entro poche ore dall’intervento sarà incoraggiata a muoversi e ad alzarsi per aiutare a prevenire complicazioni dello stare fermo a letto.
  • Quando potrà lasciare la clinica: La dimissione può essere dopo 1-2 giorni dall’intervento.

Quando potrà riprendere una normale attività compreso il lavoro: molte persone che hanno avuto questa procedura possono ritornare ad un’attività normale dopo pochi giorni. Deve aspettare un po’ di più prima di riprendere attività più vigorose. Non ci sono restrizioni e può riprendere una vita normale compre-so guidare e lavorare
 

Speciali misure necessarie dopo la chirurgia: Per ridurre il dolore associato con l’intervento può essere necessario:
• Assumere antalgici, come consigliato sulla lettera di dimissione.
 

Si può spegnere? Se in qualunque momento desidera interrompere la stimolazione, ciò è possibile spegnendo il dispositivo mediante il telecomando.

Se desidera rimuoverlo completamente, l’espianto dell’elettrodo e del dispositivo verrà eseguito dal chirur-go. La neuromodulazione sacrale non esclude altre opzioni di trattamento. Se la terapia non funziona e desidera provare altri trattamenti dopo la neuromodulazione sacrale, è possibile farlo. Il medico le illustrerà le opzioni terapeutiche disponibili per il suo caso.

Controlli e risultati: Prima di lasciare la clinica le saranno forniti dettagli su quando necessita di un con-trollo, o per i risultati della chirurgia. A quel tempo potremo controllare il suo progresso e discutere ogni eventuale successivo trattamento necessario. Non è inusuale che il suo intestino necessiti anche di 6-8 settimane prima di tornare ad una funzione normale. Non si preoccupi se il controllo dell’intestino non è perfetto durante questo tempo

Benefici che si intendono raggiungere con la procedura
Correzione o miglioramento dell’incontinenza fecale o della stipsi.
 

Procedure alternative possibili
Esistono casi in cui, per le caratteristiche dei pazienti (anziani o con altre gravi patologie) o dell’incontinenza stessa, non è indicato il trattamento di neuromodulazione sacrale. La ricerca clinica propone oggi l’impiego di materiali artificiali, ma biocompatibili, che, semplicemente mediante una loro iniezione a livello dell’ano, in anestesia locale, potrebbe determinare un decisivo miglioramento della continenza.

Rischi seri o frequenti

La Neuromodulazione sacrale è generalmente un’operazione sicura ma complessa, e come in ogni procedura chirurgica complicanze possono succedere complicanze che sono per lo più modeste.

Problemi possono riguardare il dispositivo di stimolazione, dislocazione degli elettrodi in particolare e poi esaurimento (dopo 5-7 anni) dello stimolatore stesso. Per ovviare a tali problemi possono essere necessari altri interventi
Se soffre di sintomi urinari dovuti ad una prostata ingrandita può avere un maggior rischio di problemi urinari dopo la chirurgia.

I rischi generali della chirurgia comprendono

  • problemi con la ferita (per esempio infezione)
  • collasso di piccole aree dei polmoni con aumento del rischio di infezioni polmonari. Questo può ne-cessitare antibiotici e fisioterapia
  • trombosi nelle gambe (trombosi venosa profonda (TVP)). Raramente parte dei trombi può staccarsi e raggiungere i polmoni (embolia).
  • cuore (alterazioni del ritmo o occasionalmente un infarto)
  • rischio di problemi con la funzione renale (insufficienza renale).
  • la morte è possibile come conseguenza della procedura
  • negli obesi e nei fumatori aumentano i rischi di infezioni della ferita, infezioni polmonari, complicanze cardiache e polmonari e di trombosi

I rischi specifici della chirurgia comprendono

  • Nel periodo successivo all’intervento qualche volta possono manifestarsi problemi di difficoltà alla defeca-zione che possono richiedere l’uso di lassativi o perette
  • Nel periodo successivo all’intervento dovrà contattare il suo medico se nota qualcuno dei seguenti problemi:
  • Dolore in aumento, rossore, gonfiore o perdite
  • Sanguinamento importante
  • Stitichezza per più di 3 giorni nonostante l’uso di lassativi
  • Difficoltà nella minzione
  • Febbre oltre i 38º o brividi
  • Nausea o vomito
  • Se soffre di disturbi urinari dovuti ad una prostata ingrossata è a rischio di problemi urinari dopo l’intervento
  • Molte persone non presentano nessuna complicanza seria da questa chirurgia. Il rischio aumenta per gli anziani o le persone in sovrappeso o che già presentano problemi cardiaci, polmonari o di diverso tipo come diabete o insufficienza renale. Lei sarà attentamente seguito da un team di medici ed infermieri esperti che sono coinvolti in questo tipo di chirurgia giornalmente. Ogni problema che possa presentarsi può essere ra-pidamente valutato e trattato nel modo appropriato.